dall’articolo di Massimo Menichinelli pubblicato qui

01. Uno spazio per bit e atomi

Anche se possa sembrare anche o solo uno spazio per lo sviluppo di semplici prototipi per costruire prodotti finiti, l’obiettivo principale di un FabLab é quello di essere uno spazio per la sperimentazione sull’incontro tra bit e atomi, tra informazione e materia. Non é un caso che il concetto sia stato sviluppato nel MIT presso il Center for Bits and Atoms, e non nel gruppo di ricerca High-Low Tech.
Ecco perché c’é una importante adozione di strumenti e componenti per lavorare con l’elettronica, ad esempio. Basicamente, un FabLab mette a disposizione spazio, strumenti, processi e conoscenze per lo sviluppo di rappresentazioni fisiche di dati digitali, e la elaborazione di dati digitali da contesti fisici e reali. É quindi uno spazio che é perfetto per sperimentare come le tecnologie digitali possano influenzare lo sviluppo di oggetti fisici, l’utilizzo di software open source e di elaborazione di open e big data, lo sviluppo di soluzioni per Smart City e cosí via. Ció significa, in fin dei conti, che i prototipi e i prodotti finali sono sviluppati normalmente in un FabLab con una attenzione particolare ai processi digitali e ai loro effetti piuttosto che ad una attenzione all’adozione di processi manifatturieri tradizionali (che sono tuttavia presenti, anche se in minima parte). Più che uno spazio dove si può fare ogni cosa, direi che si tratta di uno spazio dove si può imparare a usare tecnologie digitali nell’interfacciarsi con la realtà fisica.

02. Parte di una rete

Essere un FabLab significa fare parte di una rete globale costituita da nodi locali, e questo é un aspetto molto importante, molto più sviluppato che negli hackerspace, makerspace o TechShop. C’é un a sistema di videoconferenza (che trovate qui: http://mcu.cba.mit.edu18.85.8.46) che collega tutti i nodi, dove si possono porre domande e iniziare progetti e collaborazioni. Ecco perché tutti i nodi dovrebbero condividere lo stesso insieme di strumenti e processi (anche se, ovviamente, modifiche e sperimentazioni locali sono benvenute): per poter facilitare la replica e fabbricazione di ogni progetto in ogni nodo della rete.

03. Una comunità

Ogni FabLab fa parte di due comunità: quella locale dei propri utenti e quella globale della rete di tutti i FabLab. Da un lato, un FabLab costruisce una comunità locale di persone interessate alla fabbricazione digitale con molti obiettivi differenti, facilitando la collaborazione fra di loro e fra loro e le persone che lavorano nel FabLab. Dall’altro lato, c’é sempre uno scambio di informazioni e collaborazione tra tutti i FabLab: é sempre importante visitare gli altri FabLab, conoscere altre persone nella conferenza annuale (che di solito avviene in Agosto: quest’anno 2014 é stata in Luglio a Barcellona) e gli incontri che emergono in ogni continente (come la conferenza presso Artilect, a Tolosa in Francia). É sempre molto importante condividere conoscenza nella comunità e proporre nuove soluzioni negli incontri. Tutta la comunitá dei FabLab é mappata nel sito fablabs.iodove potete registrare anche il vostro laboratorio.

04. Un insieme di strumenti

Possiamo partire da uno spazio o da una comunità ma in fin dei conti senza un certo numero di tecnologie di fabbricazione digitale non abbiamo un FabLab. Altrimenti sarebbe come un museo senza esposizioni o un ristorante senza una cucina: se state sviluppando un FabLab ma siete ancora nelle prime fasi, senza spazi o macchine, é sempre meglio dire che ci si trova nella fase di pianificazione (planning phase): tutti si aspetterebbero altrimenti di trovare giá strumenti, macchine e spazi nel FabLab!
Come già detto, i FabLab dovrebbero condividere gli stessi strumenti, per facilitare la collaborazione tra i nodi della rete globali. Generalmente, quando si sviluppa un FabLa si dovrebbe seguire la lista ufficiale del Center for Bits and Atoms: é dove gli strumenti, componenti e macchine di un FabLab standard sono elencati. Si possono ovviamente provare macchine nuove, di marche diverse o con caratteristiche diverse, che non sono nella lista, ma generalmente bisognerebbe seguire almeno le stesse tipologie e soprattutto condividere l’esperienza con gli altri FabLab, forse potete proporre qualcosa a cui nessuno aveva pensato o scoperto prima! Se non siete convinti con la lista ufficiale, visitate un laboratorio ben sviluppato e vedete cosa potete imparare dalla loro esperienza con strumenti e macchine!
Se non avete molte risorse per sviluppare un FabLab, potete anche pensare ad un laboratorio di taglia più piccola, un Mini FabLab, entrare in questo gruppo su Facebook e dare una occhiata alla loro lista: si tratta di un progetto della comunità dei FabLab che sta sviluppando una versione a costo inferiore.

05. Un insieme di conoscenze

A parte strumenti e macchine, gli utenti si aspettano di avere accesso a conoscenze, esperienze e abilità specifiche all’interno di un FabLab, perciò chi lavora in un FabLab dovrebbe sempre cercare di capire ciò che le persone all’interno del laboratori conoscono e dovrebbe sempre studiare e fare ricerche per poter mantenere il laboratorio aggiornato.
A proposito, é quasi impossibile che una sola persona abbia tutte le competenze necessarie in un FabLab: dovrebbe controllare le macchine, lo spazio e avere competenze progettuali (di prodotto, grafiche, di webdesign, …), meccaniche e ingegneristiche, elettroniche ed elettrotecniche, programmazione, business e di proprietà intellettuale, e infine di project management. Ecco perché ci sono sempre (e ci dovrebbero essere) più di una persona che lavorano nel FabLab, dove se possibile é meglio dividere tra chi gestisce spazio e macchine (tecnico di laboratorio) e chi gestisce i progetti, lo sviluppo del laboratorio e la parte commerciale (project manager).

06. Un insieme di processi

A parte la condivisione degli stessi strumenti, macchine, esperienze e conoscenze, tutti i FabLab dovrebbero anche condividere la maggior parte dei processi, per poter davvero permettere la collaborazione tra tutti i nodi della rete. Ad esempio, per la produzione di circuiti stampati, ci sono molti metodi, quello più diffuso nei FabLab usa la fresatura a controllo numerico piuttosto che l’incisione chimica (che va comunque bene, ma non é fabbricazione digitale!). In questo caso, bisognerebbe usare le schede FR-1invece delle più economiche FR-4, che produrrebbero della polvere tossica. Le FR-1 invece sono a base di carta (con un sottile strato di rame) per cui la polvere non é tossica e la scheda é abbastanza tenera da non rovinare le punte della fresatrice.

07. Un servizio

Anche se all’inizio può sembrare strano, i FabLab offrono dei servizi, e come servizi dovrebbero essere progettati, utilizzando gli strumenti, metodi e processi del service design. Un FabLab ha sí una comunità, ma nella maggior parte dei casi é gestito da un numero ristretto di persone che offrono servizi alla comunità. Offrire accesso alle macchine é un servizio, l’offerta formativa é un servizio, le consulenze sono un servizio, la riparazione di oggetti é un servizio, e cosí via. Questo punto é importante per comprendere appieno i prossimi due punti.

08. Non é un franchising

I FabLab non sono un franchising: non bisogna pagare nulla al MIT o alla Fab Foundation, il logo può essere usato liberamente, e cosí via. La lista della strumentazione é accessibile liberamente e gratuitamente, ma non c’é nessun manuale da seguire per lo sviluppo di un laboratorio. Questo aspetto significa, di conseguenza, che ogni FabLab é leggermente differente da tutti gli altri, soprattutto perché riflette le condizioni locali (e questa penso sia una delle motivazioni migliori per essere un FabLab). Ció significa anche che ci sono differenti formati e modelli di business: essere un FabLab non significa adottare una specifica forma organizzativa o uno specifico modello di business. Se state cercando un franchising, probabilmente i TechShop sono il progetto più vicino a questa idea. Potete anche seguire questa discussione su Linkedin sulle (poche) differenze tra FabLab, Makerspace/Hackerspace e TechShop.

09. Un business

Che il FabLab nasca in una organizzazione (pubblica o privata) che lo finanzia, che inizi indipendentemente, é sempre una forma di business, nel senso che ci sono affitti, spese, fornitori, stipendi da pagare, partnership da sviluppare, e il tutto deve essere bilanciato per poter raggiungere il break-even.
Che riceva soldi direttamente o indirettamente attraverso una organizzazione, il FabLab deve essere finanziariamente sostenibile per poter durare a lungo. Alla fine, partire da una organizzazione esistente significa semplicemente avere un investimento di partenza e un primo cliente importante; non bisogna vederlo come un requisito o una limitazione.
C’é ancora molto lavoro da fare sui modelli di business adeguati ai FabLabs (soprattutto quando si parte in una organizzazione, si tende a preoccuparsi meno del modello di business), ma questa é una prospettiva che deve essere adottata per poter sviluppare un buon FabLab che duri nel tempo.

10. Un concetto ancora in fase di sviluppo

I FabLab sono nati più di 10 anni fa, ma la rete si é sviluppata per caso piuttosto che per progettazione. Quando il MIT diede vita al primo FabLab, non c’era l’idea di sviluppare una rete di laboratori globale, l’idea era semplicemente di democratizzare l’accesso e l’educazione alle tecnologie di fabbricazione digitali su cui il Center for Bits and Atoms stava lavorando (invece che aspettare la fine delle ricerche, l’idea era di preparare le persone alle tecnologie giá esistenti, di modo che sarebbe stato poi più facile per loro usare anche le tecnologie più avanzate poi).
Di conseguenza, la rete si é evoluta (piuttosto che progettata) attraverso gli anni, e ció significa che molti dettagli sono ancora in fase di sviluppo, modelli di business stabili vanno ancora definiti, processi e strumenti migliorati, e cosí via. Per questo motivo, non aspettativi che i FabLab siano un modello perfetto, ma piuttosto partecipate nella rete per migliorare i difetti! Per questo motivo non c’é ancora un unico libro o manuale di riferimento per sviluppare un FabLab: ci sono tanti formati e modifiche locali, e molti aspetti sono ancora in fase di sviluppo.